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BOZZA,VESSATO E UMILIATO,NON PAGO EQUITALIA

«Mi sento vessato e umiliato dallo Stato, che mi ha perseguitato con Equitalia e mi ha truffato con il Lotto». Santino Bozza, leghista della prima ora, già consigliere regionale in Veneto e attualmente consigliere comunale a Monselice (Padova), ha dichiarato personalmente guerra allo Stato e racconta la sua incredibile vicenda . 

«Era il 2005, quando dopo 43 anni di lavoro come fabbro, di cui 37 da artigiano, mi sono visto riconoscere una pensione vergognosa, da 950,32 euro. A quel punto decisi di lavorare altri tre anni, senza versare niente al Fisco e tenendo tutto per me, per una vecchiaia serena» – racconta Bozza – «Quando però nel 2010 fui eletto in consiglio regionale, Equitalia mi presentò la prima cartella esattoriale da 180 mila euro per quello che non avevo versato in quegli anni». L’esponente leghista, a questo punto, non ebbe altra scelta che pagare con la rateizzazione fino al novembre 2012. In quel mese, tuttavia, arrivò un’altra cartella e il conto aumentò fino a 350 mila euro.
Bozza mostra tutta la sua indignazione: «Ho smesso di pagare per protesta, gli imprenditori onesti non possono essere vessati così. Per ogni rata c’erano almeno 600 euro di interessi e mi hanno pignorato 1800 euro al mese, un quinto dello stipendio da consigliere, e ancora oggi mi prendono un quinto dei 1700 euro di indennità». 
Ora l’uomo ha dichiarato di non voler pagare i suoi debiti con l’erario, sostenendo di aver già dato fin troppo allo Stato. Non sotto forma di tasse, ma con il Lotto. Il consigliere si dice vittima di una truffa: «Nel 2005 decisi di mettermi in società con due conoscenti e investire 1000 euro al mese in giocate, fino al 2010, convinti che avremmo messo da parte un bel gruzzolo con le vincite. In cinque anni, invece, dopo aver speso 150 mila euro abbiamo ottenuto solo 8 ambi e un terno da 400 euro. I miei soci a quel punto si ritirarono, io avevo deciso di continuare. In tutto avrò speso 230 mila euro per il Lotto e ho vinto pochissimo: sono la dimostrazione che lo Stato, già usuraio con me e tanti altri imprenditori, è anche autore di una vera e propria truffa. Per questo pretendo che i soldi che mi chiede Equitalia vengano scalati da tutto quello che ho speso per giocare, venendo truffato».Il consigliere, mostrando anche tutte le ricevute delle ingenti giocate, rincara poi la dose: «Sono vittima dello Stato e voglio farmi portavoce di tutti quei cittadini vessati da Equitalia e truffati con il Lotto. Ci stanno mettendo in ginocchio, ma si scordino pure di venire a pignorarmi l’auto o la bici».

 Fonte:Il Mattino di Padova

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Angelo Dornetti

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