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INTERESSI LEGALI, CONVENZIONALI E MORATORI

Per comprendere cosa sono gli interessi legali bisogna fare immediato riferimento al denaro. Il concetto di interesse, infatti, è legato in maniera molto stretta al denaro: questo è un bene fruttifero, ossia in grado di produrre frutti. Nel mondo dei rapporti giuridici, il possesso di denaro che appartiene ad altre persone determina la maturazione di interessi, quindi gli interessi sono il denaro prodotto da altro denaro.

Come dice la stessa parola, gli interessi legali sono tali perché calcolati sulla base del tasso legale, stabilito cioè dalla legge che prevede che il tasso degli interessi legali e deve essere determinato annualmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) con decreto, da pubblicarsi sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore ai dodici mesi, e tenuto conto del tasso di inflazione che è stato registrato nel corso dell’anno.

Gli interessi legali, ossia i frutti civili del capitale altrui utilizzato, sono dunque riconosciuti e determinati dalla legge: i crediti liquidi ed esigibili di somme di denaro producono interessi di pieno diritto, salvo che la legge o il titolo stabiliscano diversamente.

L’interesse è calcolato secondo una percentuale del capitale, detto tasso o saggio di interesse, determinato annualmente dalla legge. Con decreto del 13 dicembre 2017, pubblicato il 15 dicembre in Gazzetta Ufficiale, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha stabilito il nuovo tasso di interesse legale in vigore a partire dal 1° gennaio 2018. Il nuovo tasso di interesse 2018 è stato fissato nella misura pari allo 0,3% annuo a fronte della misura pari allo 0,1% applicabile per l’anno 2017 e dello 0,2% del 2016.

Mentre come detto gli interessi legali sono quelli determinati dalla legge, gli interessi convenzionali sono quelli stabiliti per accordo tra le parti. In via di principio l’autonomia privata è libera quanto alla determinazione del tasso degli interessi. Qualora esso sia stato stabilito in misura superiore a quello legale, occorre che l’accordo che li preveda sia redatto per inscritto.

Gli interessi, a seconda del ruolo che assumono, possono essere definiti remunerativi o corrispettivi perché rappresentano il corrispettivo per l’utilizzo del denaro di terzi. Per comprendere quali sono le differenze tra interessi legali e moratori è necessario capire cioè da dove nascono questi interessi. Si tratta, in sostanza, di analizzare la fonte dell’obbligazione: infatti nel caso in cui l’origine dell’interesse sia il semplice utilizzo del capitale altrui, allora si è in presenza di interessi legali; al contrario quando l’interesse derivi da un pagamento ritardato di un debito, allora si è in presenza di interessi detti moratori. Gli interessi moratori, infatti, sorgono per effetto del ritardo nel pagamento delle somme dovute dal debitore, la cosiddetta “mora”, e hanno, per tale motivo, natura risarcitoria in favore del creditore che subisce il ritardo nel pagamento.

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Stella Fuser

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