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L’AGENZIA DELLE ENTRATE CONTROLLA IL CONTO CORRENTE?

Ti sei mai chiesto che succederebbe se l’Agenzia delle Entrate andasse a controllare il tuo conto corrente? Sei sicuro di avere le carte in regola, ossia le prove che tutti i bonifici ricevuti o i soldi depositati siano frutto di donazioni o di pagamenti denunciati nella dichiarazione dei redditi?

Come ricorda una recente sentenza della Cassazione, quando l’Agenzia delle Entrate controlla il conto corrente di un contribuente può avvalersi di un potere che le riconosce la legge: può presumere che tutti i versamenti o i bonifici sul conto non giustificati nella dichiarazione siano reddito imponibile e quindi frutto di evasione fiscale. Pertanto li tassa (e vi applica le sanzioni). Viene detta «presunzione legale»: si presume cioè, salvo prova contraria, che gli importi depositati e che non abbiano una corrispondente giustificazione nella dichiarazione dei redditi siano essi stessi dei “redditi” e vadano quindi tassati.

Cosa può fare il contribuente per difendersi? Deve dimostrare che i bonifici o i versamenti sono frutto di donazioni, vincite al gioco, o altri redditi esenti o già tassati alla fonte. Ma attenzione: la prova deve essere rigorosamente scritta. Ecco perché è sempre bene far transitare qualsiasi scambio di denaro tramite bonifico: perché anche a distanza di anni, qualora l’Agenzia delle Entrate dovesse svegliarsi e chiederti giustificazioni, con un estratto conto potresti sempre difenderti.

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Stella Fuser

Stella Fuser

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