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MULTA NOTIFICATA AL VECCHIO INDIRIZZO DI RESIDENZA: E’ VALIDA?

Secondo il Codice delle Strada, la notifica della multa è validamente eseguita quando effettuata all’indirizzo di residenza, domicilio o sede del soggetto, risultante dalla carta di circolazione o dall’archivio nazionale dei veicoli istituito presso il Dipartimento per i trasporti terrestri o dal P.R.A. (Pubblico Registro Automobilistico) o dalla patente di guida del conducente. Ma cosa succede se nel frattempo il destinatario della multa si è trasferito? È valida la multa notificata all’indirizzo di residenza risultante ancora al PRA e sulla patente anche se questo non coincide più con quello effettivo? La risposta è contenuta in una recente sentenza del Giudice di Pace di Pistoia che ha richiamato i principi espressi dalla Cassazione in materia. Secondo la giurisprudenza maggioritaria, l’automobilista che trasferisce il proprio indirizzo di residenza non ha alcun onere di comunicazione al P.R.A. o alla motorizzazione. Il regolamento di esecuzione del Codice della Strada prevede chiaramente che la comunicazione al P.R.A. del cambio di residenza, ritualmente dichiarato dal proprietario all’anagrafe comunale, segua d’ufficio a cura della pubblica amministrazione. I Comuni trasmettono infatti alla Direzione generale della Motorizzazione, per via telematica o su supporto magnetico, i dati relativi ai trasferimenti di residenza comunicati dagli interessati agli uffici anagrafe comunali. La Direzione generale della Motorizzazione, comunica a sua volta quei dati agli uffici provinciali del P.R.A. Non esiste, dunque un onere di comunicazione in capo al proprietario dei veicolo, essendo sufficiente che questi abbia tempestivamente dichiarato il trasferimento di residenza all’anagrafe comunale. L’inadempimento dell’Amministrazione competente che non abbia effettuato il dovuto aggiornamento del P.R.A. non può gravare sul privato. Ne consegue che la multa notificata al vecchio indirizzo dell’automobilista, nonostante questi abbia comunicato all’Ufficio Anagrafe il cambio di residenza, è illegittima e nulla. La Cassazione a Sezioni Unite ha anche avuto modo di precisare che:

  • il termine per la notifica del verbale di contestazione delle violazioni del codice della strada, nel caso in cui il destinatario abbia mutato residenza provvedendo a far ritualmente annotare la relativa variazione (con l’indicazione dei dati relativi ai veicoli di appartenenza) soltanto negli atti dello stato civile e non anche nel Pubblico Registro Automobilistico, va individuato nella data di annotazione della variazione di residenza negli atti dello stato civile;
  • non può ritenersi tempestiva la notifica del verbale di contestazione delle infrazioni al codice della strada quando siano trascorsi più di 90 giorni dalla variazione anagrafica del trasgressore conseguente alla rituale domanda di cambio di residenza con l’indicazione dei dati relativi ai veicoli di appartenenza.

La nullità della notifica effettuata oltre i termini al vecchio indirizzo di residenza del destinatario comporta la nullità del verbale di contestazione e quindi della multa e di ogni altro atto che su di essa è fondato. Con la cita pronuncia, il Giudice di Pace di Pistoia ha annullato una cartella esattoriale fondata su una multa, poiché notificata al vecchio indirizzo di residenza dell’automobilista nonostante questi si fosse trasferito all’estero da qualche anno.

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Stella Fuser

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